IL MEDIA DIGITALE CHE RACCONTA ROMA

,

Roma avrà un nuovo museo dedicato a Mario Sironi: 120 opere nella storica Casa dei Mutilati

Roma inaugurerà nel 2027 il Museo Mario Sironi, dedicato all’arte italiana del Novecento, con una collezione di 120 opere dell’artista, promuovendo cultura e ricerca artistica.

Roma si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato all’arte italiana del Novecento. Nella storica Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, a pochi passi da Castel Sant’Angelo, nascerà il Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani, un progetto promosso dal Ministero della Cultura per valorizzare l’opera di uno dei protagonisti più importanti della pittura italiana del secolo scorso.

La presentazione ufficiale del progetto si è svolta il 4 novembre 2026 nella Sala Spadolini del Collegio Romano, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

Il nuovo museo è destinato ad aprire al pubblico nella prima metà del 2027, con una collezione che comprenderà complessivamente 120 opere tra dipinti, disegni, studi e bozzetti. Una nuova realtà culturale che permetterà di approfondire un periodo fondamentale della storia artistica italiana, attraverso un percorso espositivo legato anche alla storia architettonica dell’edificio che lo ospiterà.

Museo Mario Sironi a Roma: quando apre e dove si trova

La nuova istituzione avrà sede nella Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, in piazza Adriana, in una posizione di particolare interesse storico e architettonico, tra Castel Sant’Angelo e il Palazzo di Giustizia.

L’edificio fu progettato dall’architetto Marcello Piacentini e conserva al suo interno un’importante testimonianza dell’attività artistica di Mario Sironi: due grandi affreschi realizzati nel 1938 e custoditi nel Sacrario della struttura.

La scelta di questa sede assume un significato particolare perché permette di mettere in relazione le opere della futura collezione con un luogo nel quale l’artista ha lasciato direttamente la propria impronta.

L’inaugurazione è prevista nella primavera del 2027, il Ministero della Cultura indica più precisamente la prima metà del 2027. Non è stata ancora comunicata una data ufficiale per la cerimonia inaugurale né sono stati pubblicati i dettagli relativi a biglietti, orari e modalità di visita.

Gli interventi di adeguamento funzionale, allestimento museografico e miglioramento dell’accessibilità degli spazi sono già in corso e precederanno l’apertura al pubblico.

Una collezione di 120 opere: 30 acquisite dallo Stato e 90 in comodato

Il percorso espositivo del Museo Mario Sironi sarà costruito intorno a una collezione di 120 opere, provenienti dall’Archivio Mario Sironi di Roma.

Il primo nucleo comprende 30 opere recentemente acquistate dallo Stato, tra dipinti, lavori su carta, studi, disegni e bozzetti. A queste si aggiungeranno altre 90 opere concesse in comodato gratuito dall’Archivio.

La raccolta documenterà un ampio arco della produzione dell’artista, dagli anni Dieci alla fine degli anni Cinquanta, permettendo di seguire l’evoluzione del suo linguaggio pittorico.

Il percorso comprenderà le esperienze legate al Futurismo e alla Metafisica, la stagione della pittura monumentale degli anni Trenta e le composizioni dell’ultimo periodo.

Particolare attenzione sarà riservata agli studi e ai disegni preparatori realizzati per il Sacrario della Casa Madre, che consentiranno di comprendere il rapporto tra la ricerca artistica di Sironi e le decorazioni presenti nello stesso edificio.

La disponibilità delle opere in comodato permetterà inoltre di sviluppare rotazioni e approfondimenti tematici, ampliando nel tempo le possibilità di conoscenza della produzione del maestro.

Nasce anche il Centro Studi Sironiani: documenti e archivi digitali

Il progetto non si limiterà alla realizzazione di un museo tradizionale. Accanto al percorso espositivo permanente nascerà infatti il Centro Studi Sironiani, concepito come uno spazio dedicato alla ricerca e alla documentazione.

È in fase di definizione un accordo per la digitalizzazione dei materiali custoditi nell’Archivio Mario Sironi. Corrispondenze, pubblicazioni, appunti e testimonianze della vita professionale e familiare dell’artista potranno essere consultati dagli studiosi all’interno della nuova struttura.

Il complesso comprenderà anche il Sacrario, spazi di deposito e ambienti destinati alle attività di studio e approfondimento.

La gestione del nuovo istituto sarà affidata all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, che si occuperà anche della programmazione culturale.

L’obiettivo è creare un punto di riferimento per la conoscenza dell’opera di Mario Sironi, favorendo il dialogo tra patrimonio artistico, ricerca e nuove generazioni.

Mario Sironi, uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento

Pittore, illustratore e muralista, Mario Sironi (1885-1961) è stato una figura centrale nella storia dell’arte italiana del XX secolo.

La sua produzione attraversa diverse stagioni artistiche, dalle prime esperienze futuriste alle composizioni metafisiche, fino alla ricerca di un linguaggio monumentale e alla pittura degli ultimi anni.

Il suo lavoro si è sviluppato anche attraverso importanti interventi decorativi pubblici, nei quali pittura, architettura e spazio urbano sono diventati elementi di un’unica concezione artistica.

La nascita di un museo interamente dedicato alla sua opera rappresenta quindi un’occasione per approfondire non soltanto la produzione pittorica, ma anche il rapporto tra arte e architettura che ha caratterizzato una parte significativa della cultura italiana del Novecento.

Da Mario Sironi a Giacomo Balla: anche Casa Balla racconta l’arte del Novecento a Roma

Il nuovo museo si inserisce in un contesto urbano particolarmente ricco di testimonianze artistiche e architettoniche del secolo scorso.

Un altro luogo di grande interesse è Casa Balla, la storica abitazione di Giacomo Balla in via Oslavia, nel quartiere Della Vittoria, nell’area di Prati.

Qui il maestro del Futurismo visse e lavorò insieme alla moglie Elisa Marcucci e alle figlie Luce ed Elica, trasformando progressivamente l’appartamento in una vera e propria opera d’arte.

La famiglia si trasferì nell’abitazione nel giugno del 1929. Quello che inizialmente era un appartamento comune divenne negli anni un laboratorio di sperimentazione creativa, nel quale mobili, pareti, oggetti, decorazioni e dipinti furono ripensati secondo una visione artistica unitaria.

Casa Balla rappresenta una delle testimonianze più significative del concetto futurista di arte totale: un ambiente nel quale la ricerca artistica non rimane confinata alle tele, ma coinvolge ogni elemento della vita quotidiana.

La casa riflette le idee della Ricostruzione futurista dell’universo, il manifesto firmato nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero, che proponeva di estendere l’esperienza artistica a tutti gli aspetti dell’esistenza.

Dopo un lungo lavoro di studio, restauro e conservazione, l’abitazione è stata aperta al pubblico grazie alla collaborazione tra il MAXXI, la Soprintendenza Speciale di Roma e gli eredi dell’artista.

Roma e il patrimonio dell’arte moderna: un nuovo percorso culturale

Con il futuro Museo Mario Sironi e la valorizzazione di Casa Balla, Roma conferma il valore del proprio patrimonio artistico anche al di fuori dei tradizionali percorsi legati all’antichità e al Barocco.

Da una parte una nuova istituzione museale dedicata a un protagonista della pittura italiana del Novecento, dall’altra una casa d’artista che conserva l’universo creativo di uno dei principali interpreti del Futurismo.

Due esperienze differenti, collocate in un’area urbana che custodisce importanti testimonianze della storia culturale e architettonica della Capitale.

L’apertura del Museo Mario Sironi, attesa nella prima metà del 2027, aggiungerà così una nuova destinazione al panorama museale romano, offrendo a cittadini, studiosi e visitatori un’occasione in più per riscoprire l’arte del Novecento.

Lascia un commento