
Roma si prepara ad accogliere uno degli artisti più influenti e discussi dell’arte contemporanea internazionale.
Damien Hirst, figura centrale della scena artistica globale dagli anni Novanta, è noto per opere iconiche e spesso provocatorie che hanno ridefinito il rapporto tra arte, scienza e mercato. La sua ricerca, incentrata su temi universali come la morte, la fede e il desiderio di immortalità, gli ha garantito una rilevanza internazionale consolidata, rendendolo uno degli artisti più riconoscibili e dibattuti al mondo.
A partire dal 19 ottobre 2026, il Palazzo delle Esposizioni ospiterà una grande mostra monografica dedicata all’artista britannico, con chiusura prevista il 4 aprile 2027. L’esposizione, curata da Mario Codognato e con titolo ancora in fase di definizione, presenterà oltre 80 opere tra installazioni, sculture e dipinti, configurandosi come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della stagione espositiva romana.
Un percorso immersivo nella poetica di Hirst
La mostra sarà concepita come un percorso immersivo e tematico, capace di attraversare i nuclei fondamentali della produzione di Hirst. Il progetto espositivo intende offrire al pubblico una lettura ampia e articolata del suo lavoro, mettendo in dialogo opere storiche e lavori più recenti.
I temi centrali saranno quelli che da sempre caratterizzano la sua ricerca:
• la fragilità della vita e l’inevitabilità della morte
• il rapporto tra scienza e fede
• la mercificazione dell’arte
• la tensione verso una forma di eternità
Le opere: tra icone e grandi cicli artistici
Al momento non è stato diffuso un elenco ufficiale completo delle opere in mostra. Tuttavia, in base alle anticipazioni e alla natura retrospettiva dell’esposizione, è possibile individuare con attendibilità alcuni dei nuclei più rappresentativi della produzione di Hirst, verosimilmente inclusi nel percorso espositivo:
• Le celebri installazioni in formaldeide, riconducibili a opere iconiche come The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, lo squalo tigre che ha segnato una svolta nella storia dell’arte contemporanea
• Le “Spot Paintings”, serie pittorica basata su composizioni seriali di punti colorati, divenuta uno dei marchi distintivi dell’artista
• I “Medicine Cabinets”, installazioni con farmaci e dispositivi medici che riflettono sul rapporto tra cura, scienza e religione contemporanea
• Le opere con farfalle, simbolo ricorrente di bellezza e caducità
• Una selezione di dipinti e lavori più recenti, legati alle evoluzioni più attuali della sua ricerca artistica
Il ruolo del Palazzo delle Esposizioni e il contesto internazionale
L’arrivo di Damien Hirst al Palazzo delle Esposizioni si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare il ruolo di Roma nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. L’istituzione capitolina si conferma così come uno dei principali poli espositivi italiani, capace di attrarre artisti di fama globale e progetti di grande richiamo.
La mostra si preannuncia come un evento di portata internazionale, destinato a coinvolgere non solo il pubblico italiano ma anche visitatori, critici e collezionisti provenienti dall’estero. In questo senso, rappresenta un’importante occasione per consolidare la centralità culturale della capitale e per rilanciare il dialogo tra Roma e le grandi tendenze dell’arte contemporanea.




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