
Negli ultimi mesi l’area circostante il Colosseo – Anfiteatro Flavio è stata interessata da un significativo intervento archeologico e di restauro dedicato agli ambulacri meridionali, i corridoi che un tempo correvano lungo il fianco meridionale dell’edificio e che, a causa di crolli, demolizioni e spoliazioni avvenuti tra l’alto Medioevo e l’età moderna, erano giunti fino a tempi recenti privi di continuità e di leggibilità.
L’intervento di restauro
Il progetto, coordinato dal Parco archeologico del Colosseo e realizzato tramite un appalto pubblico, è stato concepito nel pieno rispetto delle linee guida internazionali del restauro archeologico e monumentale, che mirano a coniugare tutela, conservazione e fruizione del patrimonio con l’integrità storica e la percezione dell’area archeologica. 
I principi che hanno orientato l’intervento comprendono:
• Compatibilità dei materiali con quelli antichi, utilizzando soluzioni di nuova generazione che impiegano calce naturale esente da cemento, come la calce idraulica naturale NHL, per realizzare massetti e adesivi chimicamente compatibili con i tessuti archeologici originali. 
• Rispetto delle stratigrafie storiche, conservando e documentando accuratamente tutte le evidenze emerse nelle fasi di scavo dei livelli di crollo e di riuso dei corridoi meridionali. 
• Compatibilità chimico‑fisica e reversibilità degli interventi, criteri fondamentali per garantire che ogni operazione di consolidamento o posa non comprometta la conservazione futura dei resti. 
• Fruizione e lettura del monumento, con l’obiettivo di permettere al pubblico di percepire più chiaramente la geometria originaria dell’anfiteatro così come si presentava in età romana. 
Questi criteri, condivisi tra il Parco archeologico e i partner tecnici, assicurano che l’intervento non sia una mera “ricostruzione estetica”, ma un progetto di conservazione autentica e scientificamente rigorosa, coerente con le migliori prassi internazionali di tutela dei beni culturali. 
I lavori e la nuova pavimentazione in travertino
Una delle componenti più visibili dell’intervento è la riqualificazione della pavimentazione nell’area degli ambulacri meridionali, con grandi lastre di travertino poste su un massetto preparatorio pensato per rispettare il più possibile la tradizione costruttiva romana. 
La tecnica di posa impiegata prevede:
• la realizzazione di massetti a base di calce naturale, esenti da cemento, che rispettano la chimica e la fisica dei materiali lapidei antichi; 
• la posa delle lastre di travertino su tali massetti mediante adesivi specifici a base di calce, compatibili con il materiale lapideo e pedonabili in tempi brevi. 
Questi blocchi, che oggi emergono nell’area di cantiere come superfici regolari e in quota rialzata rispetto alla pavementazione urbana circostante, non devono essere interpretati come elementi “nuovi” o decorativi per il pubblico; si tratta invece di un sistema di appoggio e di recupero archeologico, pensato per valorizzare i resti antichi e rendere leggibili i percorsi dell’antica frequentazione monumentale. 
Rispetto storico e architettonico della città di Roma
L’intervento di valorizzazione degli ambulacri meridionali si inserisce in una linea di azione comune alle più recenti operazioni di conservazione del patrimonio urbano romano, che riconoscono nella integrazione fra antico e contemporaneo uno strumento di valorizzazione e non di alterazione storica.
Il principio è quello di non riprodurre arbitrariamente elementi mancanti, ma di consentire al visitatore di comprendere l’evoluzione storica dell’anfiteatro attraverso la compresenza visibile di antichi resti e materiali moderni compatibili. Questa impostazione aiuta a preservare l’autenticità del monumento, valorizzandone al contempo la percezione visiva e culturale. 
Connessioni culturali con il Ludus Magnus e le aree gladiatorie
Sebbene non facciano parte del medesimo cantiere degli ambulacri meridionali, le attuali operazioni di valorizzazione del Ludus Magnus — l’antica palestra dei gladiatori situata a est del Colosseo — rappresentano un ulteriore tassello nella lettura integrata del contesto storico e monumentale dell’anfiteatro e delle aree limitrofe.
Il Ludus Magnus, costruito in epoca romana come la principale scuola di addestramento gladiatorio e collegato alla cavea dell’anfiteatro tramite un corridoio sotterraneo, sta infatti vivendo un intervento di riqualificazione diffusa che include:
• Indagini archeologiche e geognostiche; 
• Ripulitura dei resti e organizzazione degli spazi museali; 
• Realizzazione di percorsi inclusivi e allestimenti moderni per favorire una fruizione immersiva della palestra e dei suoi contesti. 
Pur essendo progetti separati, entrambi contribuiscono a una comprensione più ampia della funzione urbana e sociale del Colosseo nell’antichità, collegando idealmente la scena dell’anfiteatro con le aree di preparazione e addestramento dei combattenti. 
La valorizzazione degli ambulacri meridionali del Colosseo è un esempio significativo di come attività di scavo, restauro e riqualificazione possano essere condotte nel rispetto dei più rigorosi principi storici e scientifici. L’impiego di materiali compatibili, la tutela delle evidenze archeologiche e l’integrazione con il contesto urbano e culturale circostante testimoniano l’impegno per la conservazione autentica di uno dei monumenti più iconici del mondo. 
Parallelamente, progetti come quello del Ludus Magnus contribuiscono ad arricchire la narrazione storica del quartiere del Colosseo, rafforzando la fruizione culturale di ciascun elemento della civiltà romana.




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