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Parco del Colosseo, apre al pubblico la Casa dei Grifi: uno scrigno dell’età repubblicana sul Palatino

Roma aggiunge un nuovo tassello al suo patrimonio visitabile. Nel cuore del Parco archeologico del Colosseo, apre finalmente al pubblico la Casa dei Grifi, una delle più antiche e affascinanti domus di età repubblicana conservate sul Palatino. Un luogo straordinario, scoperto agli inizi del Novecento, che racconta la Roma aristocratica prima dell’Impero attraverso decorazioni pittoriche…

Interno di una tomba antica con pareti decorate e un soffitto ad arco. Le pareti mostrano affreschi colorati e intricati, mentre il pavimento è decorato con un motivo geometrico.

Roma aggiunge un nuovo tassello al suo patrimonio visitabile. Nel cuore del Parco archeologico del Colosseo, apre finalmente al pubblico la Casa dei Grifi, una delle più antiche e affascinanti domus di età repubblicana conservate sul Palatino. Un luogo straordinario, scoperto agli inizi del Novecento, che racconta la Roma aristocratica prima dell’Impero attraverso decorazioni pittoriche e pavimentazioni musive di eccezionale raffinatezza.

Un’apertura che valorizza il Palatino più antico

L’apertura della Casa dei Grifi rappresenta un passo importante nella valorizzazione del Palatino repubblicano, spesso meno conosciuto rispetto alle grandi architetture imperiali. La domus risale al II secolo a.C. ed è attribuita a un personaggio di alto rango dell’aristocrazia romana.

Si tratta di una testimonianza rarissima della Roma precedente ad Augusto, quando il Palatino era già un quartiere residenziale d’élite, scelto dalle famiglie più influenti della Repubblica.

Perché si chiama Casa dei Grifi

Il nome della domus deriva da uno dei suoi elementi più celebri: le raffigurazioni di grifi, creature mitologiche metà aquila e metà leone, simboli di potere e protezione. Queste decorazioni fanno parte di un apparato pittorico e musivo di straordinaria qualità, giunto fino a noi in uno stato di conservazione eccezionale.

Le pareti presentano esempi raffinati di Secondo Stile pompeiano, con illusioni architettoniche, prospettive e motivi decorativi che restituiscono un’idea precisa del gusto estetico delle élite romane repubblicane.

Un capolavoro di pittura e mosaico

Ciò che rende la Casa dei Grifi un sito di assoluto rilievo è la continuità e integrità delle decorazioni. I mosaici pavimentali, insieme alle pitture murali, offrono uno spaccato prezioso dell’evoluzione artistica romana prima della monumentalità imperiale.

Gli ambienti, probabilmente destinati alla rappresentanza, dimostrano come l’arte fosse già uno strumento di autocelebrazione sociale e politica, molto prima delle grandi domus imperiali.

Dalla scoperta alla fruizione pubblica

La domus fu scoperta all’inizio del Novecento, durante gli scavi sul Palatino, ma per lungo tempo è rimasta accessibile solo a studiosi e addetti ai lavori.

Il prezioso ciclo pittorico e musivo della Casa dei Grifi, ancora oggi conservato in condizioni eccezionali, potrà essere ammirato dal pubblico attraverso visite in diretta real time, grazie a un sistema innovativo studiato appositamente per superare i limiti di accessibilità del sito. La domus, infatti, è raggiungibile solo tramite una scala particolarmente ripida e disagevole e presenta spazi ristretti che custodiscono decorazioni di straordinaria fragilità. Proprio per tutelare questo patrimonio unico, è stato ideato un modello di visita inedito, reso possibile dagli interventi di restauro e consolidamento, che hanno incluso rilievi fotogrammetrici 3D e il recupero delle superfici pittoriche. La Casa dei Grifi aprirà al pubblico a partire dal 3 marzo, ogni martedì su prenotazione, con due turni di visita: alle ore 14 in lingua italiana e alle ore 15 in lingua inglese.

L’apertura al pubblico consente non solo di ammirare un sito di rara bellezza, ma anche di comprendere meglio la stratificazione storica del Palatino, dove la Roma repubblicana convive con quella imperiale.

Un nuovo motivo per visitare il Parco del Colosseo

Con la Casa dei Grifi, il Parco del Colosseo arricchisce la propria offerta culturale e turistica, proponendo ai visitatori un’esperienza più completa e consapevole. Non solo Colosseo, Foro e palazzi imperiali, ma anche la Roma delle origini, intima, elegante e sorprendentemente moderna.

Un’apertura che conferma Roma come capitale mondiale dell’archeologia, capace ancora oggi di svelare e condividere tesori nascosti.

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