
Dal 31 ottobre 2025 il Museo del Genio (Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio) riapre stabilmente al pubblico come nuovo grande centro culturale di Roma. L’edificio, progettato negli anni ’30 e con oltre 4.000 m² di superfici espositive, inaugura la sua nuova fase con due grandi mostre che insistono su linguaggi apparentemente lontani ma complementari: Vivian Maier. The Exhibition e Pop Air — progetto site-specific di Ugo Nespolo.
L’importanza di questa riapertura
Il Museo del Genio non era soltanto uno spazio specialistico dedicato all’ingegneria militare e alla memoria dell’Arma del Genio: è un complesso architettonico con storia (costruito negli anni Trenta, con cortili e spazi monumentali) che ora viene «riconsegnato» alla città in una veste nuova, ibrida — museo storico, biblioteca, archivio fotografico e centro di produzione culturale. La trasformazione è frutto di una collaborazione istituzionale tra Ministero della Difesa, Esercito, Difesa Servizi e un soggetto organizzativo privato specializzato in grandi mostre, con l’obiettivo dichiarato di far convivere memoria storica e programmazione culturale contemporanea. 
Le mostre inaugurali
Vivian Maier. The Exhibition
Si tratta di una retrospettiva che raccoglie oltre 200 fotografie della celebre tata-fotografa americana, figura emblematica della street-photography il cui lavoro è stato scoperto e valorizzato postumo. La mostra, curata da Anne Morin, conduce il visitatore in un percorso attraverso la quotidianità urbana del Novecento, con scatti di forte intensità emotiva e uno sguardo attento alle persone e agli spazi delle città.
Pop Air di Ugo Nespolo
Pop Air è una selezione site-specific di opere di Ugo Nespolo, ideata per occupare e dialogare con gli spazi monumentali del Museo: Nespolo porta le sue sculture gonfiabili — opere che giocano con il linguaggio pop e con la citazione delle icone dell’arte — in una sorta di “invasione” colorata e ironica degli ambienti del Genio. L’esposizione è presentata in anteprima per la nuova sede.
Date delle mostre: 31 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026 (verificare aperture straordinarie e chiusure festive).
Come è organizzato il Museo e cosa vedere oltre le mostre
Il complesso mantiene al suo interno l’impianto dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio (con spazi espositivi, cortili, cappella e aree di servizio): da un lato la collezione storico-militare (modellistica, attrezzature di ingegneria, strumenti per telecomunicazioni — tra i quali reperti legati a figure come Guglielmo Marconi) e dall’altro i nuovi allestimenti temporanei di arte e fotografia contemporanea. Il risultato è un dialogo forte e spesso sorprendente tra strumenti della storia tecnologica e lavori d’arte che giocano sul colore, la forma e la scena urbana.
Informazioni pratiche (orari, biglietti, come arrivare)
Orari indicativi: martedì–venerdì 10:00–17:00; sabato–domenica 10:00–20:00; lunedì chiuso. (La biglietteria chiude un’ora prima.) Controllare aperture straordinarie durante le festività.
Indirizzo: Lungotevere della Vittoria 31 — quartiere della Vittoria, Roma (l’edificio è facilmente riconoscibile per l’architettura razionalista e la torre interna).
Biglietti e prenotazioni: la mostra è prodotta/organizzata da Arthemisia; biglietteria e circuiti di vendita ticket (online e punti fisici) sono attivi — è consigliabile prenotare nei fine settimana e in giornate di apertura straordinaria.
Partner, produzione e curatela
Il progetto di riapertura nasce da una sinergia istituzionale — Ministero della Difesa ed Esercito — con la società in house Difesa Servizi; la produzione e l’organizzazione delle mostra sono curate da Arthemisia, con il supporto di partner culturali e sponsor che hanno contribuito alla valorizzazione dell’intervento e alla comunicazione dell’iniziativa. Tra i partner e sponsor citati nelle note stampa compaiono anche realtà come Fondazione Terzo Pilastro e sponsor culturali privati. 
La riapertura del Museo del Genio è un segnale concreto di come si possa valorizzare il patrimonio storico-architettonico della città con proposte culturali contemporanee e di grande richiamo. L’inaugurazione con Vivian Maier. The Exhibition e Pop Air di Ugo Nespolo racconta esattamente questo: memoria e sguardo sul presente che dialogano negli spazi del passato. Vale la pena segnare la data e—se gestisci visite di gruppo o itinerari per i lettori—pensare a questo luogo come tappa che unisce storia, fotografia e arte pop in un’unica esperienza.

















Rispondi